Adolescenza, arriva il primo amore

Adolescenza, arriva il primo amore 28 febbraio 2017

Gli adulti spesso sottovalutano i sentimenti degli adolescenti. L’atteggiamento più utile è invece riconoscere e rispettare il diritto del figlio a vivere questa fase della sua crescita

I cambiamenti che segnano l’inizio dell’adolescenza testimoniano la fine della condizione di bambino e l’inizio di nuove modalità di relazionarsi sul piano affettivo. Nel periodo adolescenziale, i ragazzi spostano i loro investimenti affettivi fuori dalla famiglia d’origine. L’adolescenza non è quindi il tempo dell’amore quanto quello dell’innamoramento: nostro figlio si è messo in cammino per sottrarsi all’esclusività dell’amore parentale.
Buttarsi in una storia sentimentale, infatti, richiede fiducia in se stessi. L’innamoramento favorisce l'approfondimento delle conoscenze su se stessi e sugli altri e lo sviluppo delle proprie potenzialità migliorando le relazioni con l’altro sesso. Di sicuro l’innamoramento, soprattutto quando è ricambiato, fa assaporare sensazioni meravigliose che fanno immaginare la vita come un’inesauribile cornucopia. Quando Cupido colpisce, ogni innamorato prova uno sconvolgimento, un trasporto verso l’altro che sfugge a ogni ragione.
Gli amori adolescenziali corrispondono a legami spesso esclusivi, fusionali, assolutizzanti: non sembra esserci spazio né per l’autonomia dell’altro, né (spesso) per impegni e doveri scolastici, né per le relazioni familiari, bruscamente poste in secondo piano. Gli adulti spesso sottovalutano i sentimenti degli adolescenti, che invece vivono con grande serietà e profonda intensità i loro primi amori, preparandosi così a vivere quelli successivi. Infatti sono i primi amori carichi di entusiasmo e di speranze a influenzare il modo di vivere l’amore e la capacità di formare una coppia stabile in età adulta.

Come genitori si può avere difficoltà a rapportarsi a questi ragazzi improvvisamente divenuti “distanti”, “assenti” totalmente assorbiti dall’idillio dei loro primi amori. L'adolescente in questo periodo mette in crisi il ruolo dei genitori, che devono passare dall'essere e sentirsi genitori di un bambino a essere e
sentirsi genitori di un ragazzino e poi di un quasi adulto, ma mette in crisi i genitori anche più profondamente, nella loro stessa identità di persone. Alla luce di tutto questo, l’atteggiamento più utile da parte di un genitore è riconoscere e rispettare il diritto del proprio figlio, in quanto adolescente, a vivere questa particolare fase della sua crescita. Questo, tuttavia, non esclude che un genitore intervenga di tanto in tanto per riportare il proprio figlio con i “piedi per terra” .

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