All'aria aperta si cresce meglio

All'aria aperta si cresce meglio 25 luglio 2017

In Italia si stanno diffondendo gli asili del bosco e del mare: niente aule, ma alberi, spiagge, cielo, terra, foglie. Insomma, si gioca e si impara stando in mezzo alla natura.

I nuovi asili all’aria aperta, infatti, propongono un metodo di insegnamento innovativo. L’idea di base è semplice, si trascorrono le giornate giocando sulla spiaggia e nel bosco, osservando gli animali selvatici ed esplorando il litorale, mentre, in caso di pioggia, si sta in aula.
La didattica in un ambiente naturale da sola non è sufficiente per educare, serve anche la professionalità degli insegnanti, che puntano a far vivere esperienze genuine all'aria aperta, dando modo a ciascuno di esprimere la propria creatività.

Sono circa 40 gli asili del bosco sparsi sul territorio nazionale. Tra questi, un esempio è quello di Bronte, in provincia di Catania. È stato creato da tre mamme che desideravano una scuola a misura di bambino. Le giornate si svolgono alla scoperta dei posti che circondano il luogo dove sorge l’asilo e cioè tra fiume, lago e bosco. Qui si fanno camminate, giochi, esperienze sensoriali, si coltiva l'orto, si eseguono lavori manuali con materiali naturali e di recupero, si canta e si legge.

Asilo nel bosco: un po' di storia
Imparare seguendo il ritmo delle stagioni senza un vero edificio scolastico come sede: questa tipologia di scuola si è sviluppata nel secondo Dopoguerra nel Nord Europa. Capofila è stata la Danimarca negli anni Cinquanta, seguita negli anni Settanta e Ottanta dai Paesi scandinavi, mentre all’inizio degli anni Novanta è stato il turno della Germania, dove gli asili nel bosco si sono diffusi velocemente e oggi sfiorano i 1.500. Anche nel Regno Unito è una realtà con solide fondamenta, a cui si stanno aggiungendo le nuove aperture in Austria, Svizzera, Spagna, Canada, Corea del Sud, Cina, Australia e Italia.

Asilo al mare

Non solo campagna. Ad affiancare l’asilo del bosco ora c’è anche quello del mare. Il primo è nato a Ostia dall’associazione Manes, in collaborazione con l’Istituto comprensivo Amendola-Guttuso e con la partecipazione del Centro habitat mediterraneo della Lipu, Lega italiana protezione uccelli. L’appuntamento al mattino è all’oasi Lipu: qui i bambini possono osservare gli animali selvatici, dar loro da mangiare, assistere alle operazioni di recupero che si fanno nel centro, fare una passeggiata intorno allo stagno, osservare gli uccelli dai capanni di birdwatching. Quando non si va al centro Lipu, si fanno passeggiate sul lungomare e al porto turistico.

Asili nel bosco nel Belpaese

La musa ispiratrice è stata una ricerca dell’Università di Bologna, che nel 2013 ha dato lo spunto al maestro Paolo Mai e alla sua compagna Giordana Ronci di creare, nella scuola dell’infanzia che gestivano, una sezione all’aperto. Il progetto ha funzionato e l’anno successivo si è spostato nella campagna di Ostia.
Qui si fanno molte attività, come la lavorazione dell’argilla, la gita dal contadino che ha la fattoria, si cercano i lombrichi, si fanno passeggiate e così via. Durante l’inverno, i bambini indossano abiti e calzature contro il freddo e il clima rigido non è un problema.

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