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Anche le emozioni hanno un nome

Vita in famiglia

Anche le emozioni hanno un nome

Conoscere il proprio mondo interiore è una fase della crescita: stando vicino ai genitori, i figli imparano da loro a ‘governare’ i propri stati d’animo.

I bambini, specialmente i più piccoli, non sono in grado di comunicare ciò che provano e ‘sentono dentro’ usando il linguaggio astratto. Non è per loro immediato definirsi ‘felici’, ‘stupiti’, ‘spaventati’, ‘arrabbiati’. Però sono capaci di mettere in scena, disegnare o esprimere nel gioco le loro emozioni. Proprio partendo da questo presupposto, è importante osservare i nostri figli nei momenti di quotidianità, e ‘approfittare’ dei piccoli episodi quotidiani per insegnare loro a riconoscere i propri stati d’animo. Dare un nome alle emozioni, li aiuterà a conoscere se stessi e a vivere insieme agli altri nel mondo.
Che cosa significa per un genitore aiutare il proprio figlio a riconoscere le sue emozioni?
Fargli da specchio, riproporgli con parole semplici ed esempi concreti ciò che ha appena vissuto per aiutarlo a trovare la modalità corretta di esprimerlo. Se per esempio un bambino che sta giocando con altri bimbi si arrabbia, può darsi che gli venga d’istinto sfogarsi contro gli altri, ma è chiaro che questa non è la modalità corretta di gestire la sua rabbia. È compito dell’adulto parlargli in modo chiaro ed esplicito (“vedo che sei molto arrabbiato…”) e suggerirgli una reazione più adeguata al contesto (“…ma posso aiutarti: che ne dici di un calcio al pallone o di un urlo all’aria aperta?”). Lo stesso vale per le emozioni positive, che riempiono i bambini di un’euforia spesso esagerata o incontenibile (questo accade per esempio quando sono così euforici da buttare tutto all’aria, senza più riuscire a concentrarsi nel gioco).
È importante allora che il bambino possa provare a raccontare quello che gli è capitato a qualcuno di cui si fida, per esempio la mamma o il papà possono chiedergli: “Come sei contento oggi! Cosa è successo all’asilo? Raccontami!”. Lo scopo di condividere le emozioni è aiutare i bambini a non sentirsi soli e ‘disarmati’ ogni volta che queste si ripresenteranno nella vita. Ecco perché ai genitori di oggi si propone di affiancare i propri figli per aiutarli a elaborare subito le emozioni: gestire  gli inaspettati momenti di gioia, un’eventuale delusione, una probabile arrabbiatura e le tante piccole paure della vita li aiuterà a essere oggi
bambini sereni, e domani adolescenti sicuri, in grado di affrontare le fasi della crescita.

 

Silvia Donini, psicologa e psicoterapeuta esperta in dinamiche familiari

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