Crescere, che avventura!

Crescere, che avventura! 20 febbraio 2016

Il passaggio all’adolescenza mette in difficoltà i genitori, che non si sentono più i punti di riferimento. Ma è anche un momento esaltante, in cui i figli trovano la loro identità

Aiuto! Non lo riconosciamo più!
Quante volte i genitori alle prese con figli alle soglie dell’adolescenza dicono così? Del resto, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza non è proprio una passeggiata. Cambia la scuola, cambia il proprio corpo, che spesso fa un balzo di crescita smisurato, cambiano i riferimenti intorno a sé, perché gli amici sembrano diventare più importanti rispetto ai genitori.
L’adolescenza è spesso considerata un terreno accidentato, ma non per questo è insuperabile. Può essere anche un periodo esaltante, perché i nostri figli si entusiasmano della loro trasformazione e sperimentano nuove modalità espressive.
Contemporaneamente ai cambiamenti fisici, infatti, gli adolescenti si trovano a dover affrontare la ricerca di una identità di persona adulta. Il sistema di riferimento diventa allora quello dei coetanei: con loro, l’adolescente si confronta e sperimenta nuovi modelli comportamentali, diversi da quello dei genitori. Inevitabilmente allora nascono conflitti, tra i figli che mirano all’indipendenza e mamma e papà che li vorrebbero ancora sotto controllo.
I litigi per il troppo tempo trascorso fuori casa o lo studio un po’ trascurato sono all’ordine del giorno. Ai genitori è richiesto in questo periodo di mediare, trattare e smussare un’eccessiva rigidità di fronte alle richieste sempre più pressanti dei figli, perché solo con il dialogo si ottengono collaborazione e fiducia reciproche.
E perché ancora non pensare a uscire insieme, scegliendo mete interessanti e accattivanti per i nostri adolescenti? D’altronde è anche vero che i nostri figli ci chiedono di passare più tempo con gli amici, poiché le relazioni sociali diventano più frequenti e significative, essendo impegnati alla ricerca della definizione della loro identità, che non è necessariamente quella costruita sull’opinione dei genitori, ma si confronta anche con i giudizi dei coetanei. L’acquisizione di una propria identità è un processo che dura anni e si costruiscem proprio attraverso la sperimentazione e l’identificazione.
Sperimentare significa provare a recitare una molteplicità di parti, immedesimarsi in diversi ruoli; un modo è provare a imitare le tante nuove persone con cui ci si relaziona, poiché se ne è affascinati. Capita allora che lo stesso adolescente interpreti tanti ruoli diversi a seconda del contesto in cui si trova, con stupore e disorientamento dei genitori. Non bisogna aver paura: questo serve a nostro figlio che, confrontandosi con l’immagine che gli altri gli rimandano, fa i conti anche con le proprie abilità e i propri limiti. Allora via libera alla ribellione, purché noi genitori sappiamo tenere gli occhi aperti e stare all’erta con figli che siano parte attiva e costruttiva del proprio diventare adulti.

Condividi

Leggi anche