Curare con la Pet Therapy

Curare con la Pet Therapy 10 novembre 2014

La Pet Therapy nasce negli anni ‘50 e viene definita una terapia “dolce” basata sull’interazione tra uomo e animale. Solitamente non è una terapia isolata ma ne affianca una tradizionale in corso.

Compagnia, allegria, buonumore, questi sono i benefici principali dati dalla presenza di animali in casa. È scientificamente provato, infatti, che gli amici a quattro zampe determinino una serie di effetti benevoli sulla persona: maggiore inclinazione al sorriso, rimedio per combattere solitudine e depressione. Attualmente il Ministero della Salute riconosce la Pet Therapy come attività di cura della persona e data la complessità dell’intervento sostiene che le figure professionali destinate a tali attività sono molteplici: il medico, lo psicologo, il terapista della riabilitazione, il conduttore pet therapy, ecc.

Gli animali che maggiormente si prestano a essere utilizzati per la terapia sono cani, gatti, cavalli, conigli, asini, delfini e tutti quelli che presentano caratteristiche di docilità e comportamenti prevedibili e controllabili tali da permettere di lavorare garantendo igiene e sicurezza. Il cane è usato per la maggior parte dei casi, in quanto animale da compagnia fortemente inteso ad instaurare un rapporto di mutua dipendenza dal padrone.

L’animale assume il ruolo di co-terapeuta e, attraverso il gioco, si instaura un legame importante: da un punto di vista psicologico è stato dimostrato che la presenza di un animale migliora la vita dell’uomo diminuendo quindi solitudine e depressione e diventando una fonte di attività quotidiane.

Secondo diversi studi emerge inoltre che accarezzando un cane si abbassa la pressione sanguigna, diminuisce la frequenza cardiaca e la respirazione rallenta. Gli animali hanno la capacità di apportare sicurezza e tranquillità, aumentando autostima e migliorando le doti relazionali. La Pet Therapy rappresenta dunque un tipo di terapia non invasiva che contribuisce a migliorare la qualità della vita di una persona purché si inserisca in un ben definito progetto educativo coordinato da un’equipe di esperti.

 

Condividi

Leggi anche