Dal Prosecco allo Champagne

Dal Prosecco allo Champagne 14 luglio 2016

Da protagonista del brindisi, lo spumante è diventato il vino degli aperitivi e delle cene estive.
Come si creano le bollicine più amate di sempre? Scopriamolo insieme

 

Le bollicine vanno di moda e la loro richiesta aumenta di anno in anno in tutto il mondo. Le più famose sono senz’altro quelle di Champagne, un vino che - anche grazie a film, canzoni e pubblicità - è diventato un mito nell’immaginario comune.
Protagoniste indiscusse di ogni festa per i brindisi benaugurali, il loro consumo è cresciuto durante tutto l’arco dell’anno, sia al momento dell’aperitivo sia per accompagnare piatti di ogni tipo: la versatilità in tavola è infatti la loro carta vincente.
Ma come si producono? Si tratta di un vino rifermentato, una tecnica che consente di creare il prezioso perlage partendo da un vino fermo. I metodi sono due: lo Charmat, o Martinotti, prevede che la presa di spuma sia effettuata in autoclave; è un procedimento piuttosto veloce che permette di creare in poco tempo grandi quantità di vino, vendute a un prezzo non troppo alto. I
l più famoso dei vini rifermentati in autoclave è senz’altro il Prosecco del Veneto. Il Metodo Classico, invece, prevede che la rifermentazione avvenga lentamente in bottiglia. In questo caso, il tempo è il vero segreto: possono trascorrere dai 15 mesi fino a parecchi anni per le riserve più importanti che avranno un bouquet inimitabile per raffinatezza e complessità e un prezzo, di conseguenza, maggiore.
Con il Metodo Classico si produce il celebre Champagne, ma anche molti raffinati vini italiani. Tra questi ultimi, il più celebre è senz’altro il Franciacorta prodotto in Lombardia, in provincia di Brescia, ma sono ottimi anche il Trento e gli spumanti di Oltrepo a base di Pinot Nero, sia nelle versione in bianco, sia nella versione rosè, che prende il nome di Cruasè.

Temperature e ordine di servizio dei vini
Per preservare al meglio la temperatura dei vini una volta portati in tavola, si può usare una semplice glacette di plastica o metallo.

  • Prosecco e Metodo Classico: 6-8°
  • Vini bianchi e rosati giovani: 8-10°
  • Vini bianchi maturi e strutturati: 12-14°
  • Vini bianchi macerati, chiamati anche orange wines: 14°
  • Vini rossi giovani: 12-14°

  • Vini rossi invecchiati e corposi: 18°
  • Spumanti dolci: 6-8°
  • Vini passiti: 8-10°
  • Vini liquorosi: 14-16°


Come si conserva il vino?
L’ambiente ideale deve essere buio, con una temperatura costante tra i 10 e i 15° e un’umidità compresa tra il 60 e il 70%.
Le bottiglie vanno tenute in posizione orizzontale, a meno
che non siano destinate al pronto consumo. Se la cantina di casa
non è adatta allo scopo, si può acquistare una cantinetta frigo:
ne esistono in commercio modelli differenti per capienza e funzioni. Vi consigliamo di sceglierne una che permetta di regolare le temperature in modo differente da un ripiano all’altro, in modo da avere i vini sempre pronti per il consumo.

L’eccellenza del Franciacorta metodo classico
Il Franciacorta nasce ufficialmente nel 1961 presso le cantine Berlucchi, grazie all’enologo Franco Ziliani. Primo metodo classico italiano a ottenere la DOC nel 1995, in etichetta può avere solo il termine “Franciacorta” senza ulteriori specifiche, per indicare sia il tipo di vino, sia il territorio di provenienza, sia il metodo di lavorazione (in Italia, è possibile anche solo per “Asti” e “Marsala”). Le uve che si possono impiegare per realizzarlo sono Chardonnay, Pino Nero e Pinot Bianco.

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