Il fiore dell'inverno

Il fiore dell'inverno 10 gennaio 2017

Da quello rosso e amarognolo a quello bianco e dolce, il radicchio soddisfa tutti i palati. Ecco tutte le proprietà di questo raffinato germoglio.

Paese che vai, radicchio che trovi

Il più noto è il radicchio rosso di Treviso Igp, con foglie chiuse in punta, di colore rosso vino e la nervatura principale bianca. Croccante, il suo sapore amarognolo si stempera subito in una nota dolce.
Può essere sia precoce, con cespo più voluminoso e amaro, sia tardivo, più allungato e dolce, grazie al processo di “imbianchimento”. Ovvero, la piantadopo la raccolta (che avviene solo dopo che ha subìto due brinate) viene immersa in vasche d'acqua per 15 o 20 giorni a una temperatura tra 10 e 15°C. Si ottiene così il celebre radicchio bianco e dolce.

Non meno famoso è il radicchio variegato di Castelfranco Igp, ottenuto dall’incrocio tra radicchio di Treviso e scarola. Anche detto la “rosa che si mangia”, per il suo aspetto di fiore, con foglie leggermente arricciate e con venature che variano dal rosso al viola. Dopo la raccolta viene posto in cassette al buio per sviluppare sapore dolce e consistenza croccante.

Il radicchio rosso di Chioggia Igp ha invece un cespo tondo e compatto, colore rosso vivo con nervature bianche e gusto amaro. Deriva dal variegato di Castelfranco, grazie a un’opera di selezione.

Per chiudere i radicchi a Indicazione Geografica Protetta, abbiamo infine il radicchio di Verona Igp, che deriva da una selezione di quello di Treviso, del quale condivide colore e forma delle foglie. Il suo sapore, però, è più accentuato verso l’amarognolo.

Esistono, poi, altre varietà di radicchio, meno note ma non meno buone: il variegato fior di Maserà, il bianco o variegato di Lusia o la rosa di Gorizia o il radicchio canarino, solo per restare nel Veneto, ma anche il radicchio di Mantova, oggi difficile da trovare perché soppiantato da altre tipologie in commercio.

Inarrestabile ascesa
Di umili origini - un tempo il radicchio, variante della cicoria, era un’erba destinata ai poveri -, ma coltivato e conosciuto fin dai tempi dei Romani, oggi il radicchio è un prodotto molto apprezzato, tutelato, esportato all’estero e protagonista di ricette raffinate.
E per chi non ama il suo sapore amaro, niente paura: in commercio se ne trovano diverse varietà, anche dolci. A seconda del tempo di raccolta, i radicchi si distinguono in precoci (disponibili da settembre) e tardivi (da novembre), mentre colore e foglie ne determinano le diverse tipologie.

Non solo bello, non solo gustoso
Radicchio amico della linea e della pelle. Come tutti i vegetali, il radicchio è ricco di acqua e ha bassi contenuti calorici (circa 12 Kcal per 100 g). Però è ricco di potassio, fosforo e calcio, fibre, vitamine e sali minerali. Adatto, quindi a tutte le diete, è anche un ottimo rimedio anti-invecchiamento, per l’alta presenza di antiossidanti che frenano l’invecchiamento cellulare. Indicato a chi ha problemi di pelle, ha proprietà depurative e favorisce la digestione.
 

La strada del radicchio
Seguendo il corso del fiume Sile da Treviso alle sorgenti, si attraversa il Parco Regionale dedicato al più grande fiume di risorgiva d’Europa. Un paesaggio caratterizzato da ville venete, oasi naturalistiche, castelli medioevali, mulini cinquecenteschi, nonché dalla bontà dei prodotti. Qui si snoda la Strada del Radicchio, ovvero tre itinerari che attraversano l'area di produzione del Radicchio Rosso di Treviso e del Variegato di Castelfranco.

Due proposte: l'hai provato dolce?
Il radicchio in Veneto è protagonista di svariate ricette: pensate che esiste una birra aromatizzata al radicchio, l'Ambra rossa di Treviso del Birrificio San Gabriel e persino un panettone natalizio con foglie di radicchio.

L'inverno si colora di rossoTante sono le manifestazioni che, da novembre a marzo, celebrano il radicchio rosso e quello bianco: fiere, mostre, feste che uniscono folclore, enogastronomia, tour rurali e momenti di approfondimento dedicati ai produttori.
Per info: Marca Treviso o Radicchio Treviso.

Origini misteriose
Le origini del radicchio come lo conosciamo oggi sono piuttosto recenti, perché frutto di anni di selezione e incroci da parte dell’uomo per rendere una semplice cicoria una verdura prelibata. Però, le leggende intorno a questo vegetale così speciale abbondano e vogliono far risalire le sue origini a uccelli benevoli che hanno lasciato cadere dei semi sul campanile di un convento in tempi antichi, dove i frati lo hanno trovato, coltivato e tramandato fino a noi.

 

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