Il pesce pappagallo

Il pesce pappagallo 6 agosto 2017

I libri non vanno in vacanza: anzi, avendo più tempo, si legge molto nel periodo estivo. Ecco una proposta per i bambini.

Quando si parte per le vacanze, soprattutto se si hanno bambini, è bene portare sempre qualche bel libro, da leggere quando fa troppo caldo, ed è meglio stare riparati all’ombra, o quando si ha bisogno di riposare, dopo un gioco sulla spiaggia o una passeggiata.

Le storie che vanno per la maggiore raccontano di giornate interminabili a contatto con la natura, di bambini che giocano all’aria aperta e scoprono animaletti mai visti, di paesaggi incantevoli ma anche di vita tra i boschi e in fondo al mare.

Tra i libri che leggiamo più spesso c’è sicuramente “Il pesce pappagallo” di Amanda Sthers e Magali Le Huche, Edizioni Clichy, lettura simpatica, spiritosa e divertente dalla quale è nato un gioco che intrattiene per ore i bambini.

Il protagonista è Cometichiami, un pesce pappagallo che vive nelle acque profonde del mare; è variopinto, strampalato e dispettoso. Non ha molti amici, perché con la sua vocina stridula ripete tutto quello che sente, e ciò esaspera il granchio che ama chiacchierare, l’aragosta che in sua presenza preferisce starsene zitta e la medusa, che solitamente balbetta.
 
Un giorno Cometichiami ripete la dichiarazione d’amore della sogliola allo sgombro, innervosendo entrambi che, arrabbiati, lo minacciano e lo inseguono, spingendolo verso gli abissi più profondi e spaventosi del mare. Il pesce pappagallo si trova così in un posto deserto, buio e silenzioso e decide di aspettare un po’ prima di tornare allo scoglio, per dare il tempo allo sgombro di calmarsi.
 
Un giorno all’improvviso si trova davanti una pancia enorme, una coda gigantesca e una pinna mastodontica: uno squalo! L’enorme e pericoloso pesce inizia a parlare e Cometichiami, come al solito, ripete esattamente tutto quello che sente irritando l’animale che se lo mangia. Ma poco dopo, appena lo squalo inizia a parlare, sente chiaramente una vocina che ripete ancora ogni sua parola; questa fastidiosa faccenda prosegue per giorni.
 
L’enorme e terribile squalo non ne può più, decide allora di recarsi dal dottore che si arrabbia non poco con l’animale, poiché tutto quello che dice viene ripetuto. Il dottore cerca di fare una diagnosi e di individuare la cura più adatta, che consiste nel limare i denti del predatore, tanto da costringerlo a cibarsi di alghe e plancton.
 
È così che un piccolo pesce pappagallo - una volta sputato dallo squalo - sconfigge il pesce più grosso e spaventoso dell’intera scogliera.
 
Provateci anche voi

 
 
Dai dialoghi divertenti tra i pesci, traiamo ispirazione per costruire due piccoli pesci-parlanti, per continuare la storia e permettere ai bimbi di cimentarsi nella creazione di un racconto.
Recuperate due mollette da bucato (preferibilmentedi legno, ma vanno bene anche quelle di plastica), del cartoncino bianco, forbici, colla, pennarelli.

1. Disegnate due pesci - uno grande e uno piccolo - e fateli colorare dai bimbi.

2. Ritagliate i pesci, poi piegateli in due e tagliateli a metà.

3. Incollate le due parti del pesce sul lato della molletta e il gioco è fatto. Ogni bimbo avrà due pesciolini da far dialogare, inventando così parole, azioni e narrazioni!

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