La birra: come si fa

La birra: come si fa 23 luglio 2015

 
Se nella prima puntata del nostro speciale dedicato alla birra vi abbiamo parlato della sua storia, oggi scopriamo insieme come si fa.
Un procedimento naturale come tanti secoli fa, una tecnologia moderna. 
 
L’orzo diventa malto 
 
Si parte dai chicchi d’orzo, che vengono fatti germogliare e poi germinare in acqua. L’orzo germinato si chiama malto.
Il malto viene essiccato lentamente in forno.
Secondo il grado di tostatura assumerà un colore (biondo, dorato o biscottato) e una fragranza diversi, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra. 
 
Il malto diventa mosto 
 
Il malto d’orzo, macinato e ridotto in farina, mischiato con acqua diventa mosto.
Il mosto viene portato ad ebollizione, filtrato e separato dalle scorie.
In questa fase viene aggiunto il luppolo, che dà alla birra il caratteristico gusto amaricante. 
 
Il mosto diventa birra. La fermentazione 
 
Il mosto viene lasciato fermentare. In questa fase si aggiunge il lievito, che trasforma gli zuccheri in alcol e anidride carbonica.
Si utilizzano due tipi di lieviti: il Saccaromyces Cerevisiae per le birre “ad alta fermentazione”; il Saccaromyces Carsbergensis per le birre “a bassa fermentazione”. L’alta fermentazione dà origine a birre di gusto intenso e aromatico, mentre con la bassa fermentazione si ottengono birre dal gusto leggero e fragrante. 
 
Stagionatura e maturazione 
 
La birra viene lasciata per quattro-sei settimane a riposare. In questa fase tutti i suoi componenti si affinano e si stabilizzano, avviene una sorta di chiarificazione naturale e la birra prende le sue caratteristiche definitive. Dopo un’ulteriore filtrazione la birra è pronta. 
 
Bottiglia, lattina e fusto 
 
L’ultima fase della produzione, il confezionamento, è fondamentale per far arrivare al consumatore la birra con le sue qualità originali intatte. 
Il vetro scuro della bottiglia conserva nel tempo le caratteristiche della birra e la protegge dalla luce.
Il tappo corona è perfettamente ermetico. Ma per birre pregiate si usano anche tappi in sughero, ceramica e gomma o a vite. 
La lattina è sempre più diffusa. È comoda, trasportabile, si apre facilmente e ovunque. 
Il fusto contiene decine di litri e viene usato soprattutto per il servizio alla spina. La birra servita così è ottima ma va consumata al massimo dopo tre giorni dall’apertura.
 

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