Pagare con l'iPhone? Ora si può

Tecnologia digitale

Pagare con l'iPhone? Ora si può

Alla cassa ora è possibile pagare con il proprio cellulare Apple, grazie al servizio Apple Pay, disponibile da agosto nei punti vendita Pam Panorama.

Immaginate di recarvi nel vostro supermercato Pam o Panorama preferito. Dopo aver recuperato tutto ciò che avete segnato sulla vostra lista della spesa, vi avvicinate alla cassa e per pagare estraete il vostro iPhone. Fantascienza? No, realtà, grazie al servizio Apple Pay che - a partire da agosto 2017 - è disponibile in tutti i nostri punti vendita. Ma come funziona esattamente questo servizio? Grazie ad Apple Pay, l’iPhone si trasforma in tutto e per tutto in una carta di credito: con la la tecnologia NFC (Near Field Communication, che in italiano letteralmente significa “comunicazione in prossimità”). Basta infatti avvicinare il telefono al Pos contactless (senza contatto), usare il lettore di impronte digitali per essere autenticati ed effettuare così il pagamento. Il servizio funziona con iPhone 6 (e modelli superiori), oppure con Apple Watch, l’orologio “smart” prodotto sempre dalla multinazionale di Cupertino.

FRODI SOTTO SCACCO
La tecnologia che fa funzionare Apple Pay è relativamente recente, quindi molti potrebbero domandarsi quale sia il rischio di possibili frodi. Una leggenda metropolitana vuole infatti che
sia possibile sottrarre denaro semplicemente avvicinando un Pos portatile alla borsetta. Niente di più sbagliato: come detto in precedenza, infatti, Apple Pay richiede la verifica del TouchID su iPhone oppure un doppio click sull’orologio. I terminali Pos, inoltre, sono controllati e distribuiti dalle banche e, in caso di frode, è molto semplice risalire a chi lo ha noleggiato.

Secure element: sicurezza in un chip

Su sicurezza e privacy, Apple ha posto la massima attenzione. Infatti, dopo l’approvazione da parte della banca della carta di credito associata ad Apple Pay, viene creato un numero account crittografato memorizzato nel “secure element” di Apple, vale a dire un chip certificato. Tale numero è univoco per ciascun dispositivo e per ogni carta aggiunta e non viene conservato né sui server Apple né su iCloud (lo spazio di archiviazione virtuale) secondo quando affermato dalla casa che ha come simbolo la celebre “mela morsicata”. In caso di furto o smarrimento del telefono o dell’Apple Watch, infine, è possibile disattivare a distanza il servizio attraverso la funzione “Trova iPhone”. Se invece si cambia modello, le carte andranno inserite di nuovo (anche se si riconfigura iCloud).

FINO A DUE CARTE
È inoltre possibile usare la stessa carta su due account diversi: per esempio moglie e marito possono aggiungere una carta familiare sui propri iPhone in maniera semplice. Il servizio Apple Pay permetterà a entrambi di visualizzare lo storico delle transizioni di quella carta.

UN MERCATO IN ESPANSIONE
Apple Pay è stato lanciato negli Stati Uniti nel 2014 e da allora ha proseguito la sua espansione nel mondo. L’Italia è il 16° Paese in cui è presente e rappresenta un mercato importante per l’azienda, soprattutto perché i Pos contactless sono ormai piuttosto diffusi: rappresentano circa il 50% del totale.
Secondo la Apple, l'utilizzo del servizio è cresciuto del 450% nel mondo grazie ai suoi punti di forza, vale a dire semplicità, sicurezza e privacy.

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