San Valentino: tradizione da amare

Vita in famiglia

San Valentino: tradizione da amare

Dalle origini ai doni, dal sacro al profano, dall’Italia al Giappone, ecco alcune curiosità sulla festa degli innamorati.

Dalle origini...
Presso l’Antica Roma, verso la metà di febbraio, iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati) per favorire la fertilità. Oltre ai riti propiziatori, si svolgeva una particolare ‘lotteria’ tra i giovani seguaci di queste divinità. I nomi di ragazzi e ragazze venivano messi in un’urna ed estratti a caso per formare delle coppie che per un anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso.

 
... ai giorni nostri.
Questa festa venne abolita da Papa Gelasio nel 496 d.C. e sostituita con quella dedicata a San Valentino, vescovo martirizzato dall’imperatore Claudio II poiché osava unire in matrimonio giovani coppie senza il consenso dell’imperatore. Secondo un’altra tradizione, sembra che Valentino, prima della sua esecuzione, si fosse innamorato della figlia cieca del suo carceriere. Il suo sentimento era talmente puro e sincero che riuscì a ridarle la vista. Prima di morire le scrisse una lettera, firmandola “dal tuo Valentino”, frase utilizzata ancora oggi.
 
Perché si regalano i cioccolatini?
Un tempo il cioccolato era una merce molto preziosa, arrivando dalle Americhe, e quindi considerato un prodotto elitario, che solo le classi più abbienti si potevano concedere. Quindi, il dono perfetto per una persona speciale.
 
In Giappone la festa si sdoppia
Nel Paese del Sol Levante la tradizione vuole che siano le ragazze a regalare cioccolato agli uomini, non solo agli innamorati, ma a tutti quelli che fanno parte della loro vita, secondo diverse tipologie: il tomo choko è il cioccolato per gli amici, mentre solo l’honmei choko è destinato all’amato (honmei significa ‘prescelto’, ‘vincitore’). Esattamente un mese dopo, il 14 marzo, sono gli uomini a ricambiare, regalando cioccolato bianco e altri doni, purché bianchi, alle ragazze. È il white day.

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