Sano come un pesce

Sano come un pesce 15 settembre 2015

Piccoli, silenziosi e di facile manutenzione: sono i pesciolini.
Ma è sempre così? Scopriamo insieme quali sono le specie più resistenti e i piccoli accorgimenti per mantenere il nostro acquario.

Per prima cosa chiariamoci le idee: non tutti i pesci sono uguali e ciascuno necessita di un suo habitat specifico e adatto alle proprie caratteristiche. Per cui non scegliamo solo in base al colore o alla bellezza dell’animale, ma facciamoci consigliare da un venditore esperto quali sono più adatti alla nostra
casa e quali specie possono convivere pacificamente. 
Tutti gli esperti consigliano di iniziare mettendo nell’acquario tanti pesci “spazzini” o pesci pulitori per creare il microambiente. Poi si potranno inserire le
altre specie.
Vediamo le più comuni. Nella famiglia dei caracidi vi sono oltre mille varietà di pesci tropicali di acqua dolce a cui attingere per poter colorare l’acquario.
Per esempio i pesci neon e cardinale, dai bei colori rosso e azzurro. Oppure i famosi pesci scalare, molto pacifici, ma adatti a vasche di almeno 100 litri. Mentre il black molly, originario di acque salmastre, è consigliato per la sua resistenza.
 
Acquario
 
Deve avere dimensioni tali da lasciare a ciascun animale un proprio ‘spazio vitale’. Quindi attenzione a non sovraffollarlo.
Le dimensioni sono fondamentali anche per scegliere le varietà dei pesci. Bisogna mettere in conto che un pesce può crescere. Per esempio, se si possiede  un acquario da 20 litri, uno o due pesci sono sufficienti.
Per iniziare è sconsigliata la classica boccia di vetro: troppo piccola per garantire il benessere dell’animale e difficile da curare rispetto agli acquari moderni.
Quale dimensione? Non c’è una vera e propria regola sul volume ideale per iniziare questo hobby. Solitamente si consiglia di partire con acquari di almeno 40 litri che permettono di creare degli ambienti abbastanza interessanti e vari. Molto dipende dal tipo di pesci scelti.
 
Alimentazione
 
In commercio esistono già mangimi preparati che assicurano una dieta corretta equilibrando proteine, grassi e carboidrati e una giusta dose di amminoacidi.
Quanto darne? Di norma circa 10 g di mangime in fiocchi bastano per una trentina di pesciolini tropicali o d’acqua dolce ogni mese, ma verifica sempre con gli esperti le giuste dosi. 
Conserva i cibi in contenitori resistenti all’umidità e riponili in un luogo fresco e asciutto per non più di tre mesi.
 
Acqua dolce o mari del sud?
 
I classici pesci rossi (goldfish) sono forse più indicati per cominciare: di solito sono più resistenti e si adattano più facilmente alla vita dell’acquario, anche perché sono stati riprodotti in allevamento e abituati alla cattività. Sappiate, però, che la scelta delle varietà è piuttosto limitata: tutti i pesci rossi, infatti, derivano da un’unica specie, il carassius auratus. Meglio, in ogni caso, preferire quello a coda unica, come il pesce rosso comune, molto più duraturo e meno esigente della varietà a doppia coda.
 
Profondità tropicali
 
I pesci tropicali sono tra i più colorati, ma scegliere quelli giusti per il nostro acquario non è semplice e possono costare il triplo rispetto a quelli di acqua dolce.
Tra le specie più pregiate, la maggior parte (chetodontidi, balistidi, pomacentridi) costano dai 20 ai 300 euro. Alcuni possono arrivare anche a 3.000 euro. 
I più prolifici sono i guppy o pesce milione: ne esistono diverse varietà per forma tipica della coda, dai colori sgargianti. Tenetevi lontani dai pesci elefante, invece, a meno di essere dei veri esperti: sono tra i pesci più delicati al mondo.

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