Un piatto di buon umore

Cucina in famiglia

Un piatto di buon umore

Semola di grano e acqua. Niente di più semplice. La pasta ha origini che si perdono nei millenni. Conosciuta fin dagli antichi greci e poi dimenticata, venne riscoperta da arabi e cinesi. Non è vero, come si crede, che sia stata inventata da questi ultimi e portata in Europa da Marco Polo nel 1295, al suo ritorno dall’impero del Gran Khan, perché la sua storia è ancora più antica. Risale alla preistoria, cioè quando gli uomini divennero agricoltori. È vero, però, che gli italiani ne sono diventati i principali consumatori: ne mangiamo ogni anno più di 24 kg a testa. Il consumo di pasta, insieme a quello di verdura e frutta, è infatti alla base della dieta mediterranea. Fornisce in modo equilibrato carboidrati, vitamine e sali minerali, con basso apporto di grassi e proteine animali.

 

QUANTA PASTA?
 
L’Italia ha anche il primato della produzione mondiale: i 179 pastifici sparsi nella penisola producono circa 3,2 milioni di tonnellate di pasta l’anno. Ed eccelliamo anche per la fantasia: secondo alcune stime, infatti, abbiamo ben 350 tipi di pasta, che si distinguono per la forma e la presenza o meno del ripieno, ma anche per quella delle uova nell'impasto e per il tipo di farina usato.
 
COME RICONOSCERE LA PASTA DI QUALITÀ
 
Sono almeno quattro i parametri da tenere in considerazione per una pasta di qualità. Il primo è la quantità di proteine: il contenuto minimo deve essere 10,5% (11,5% per la pasta di semola integrale). Il secondo elemento è la trafilatura: quella migliore è realizzata con trafile in bronzo che rendono la superficie più porosa e adatta a trattenere il sugo. Poi c’è il ciclo di essiccazione, che deve essere lento e a bassa temperatura, perché ne dipendono le caratteristiche fisiche e nutrizionali della pasta. Infine, guardare l’acqua di cottura: più è limpida, meno amido e proteine ha perso la pasta durante il processo.
 
UN MITO DA SFATARE
 
Non è vero che la pasta fa ingrassare. Come hanno chiarito gli esperti, il sovrappeso dipende dalle porzioni, dal tipo e dalla quantità del condimento usato e dallo stile di vita sedentario. Al contrario, può essere un’ottima alleata della dieta: avendo un alto potere saziante, aiuta a mangiare di meno e fornisce energia immediata da spendere, perché è facilmente digeribile. Ovviamente, senza esagerare nella quantità e nei condimenti: 70-80 grammi di pasta con verdure o pomodoro fresco e poco olio a crudo sono l’ideale. Inoltre la pasta contiene proteine e vitamine del gruppo B, fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso. Dall’amido della pasta, poi, si libera glucosio, che favorisce la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che ci fa provare una sensazione di benessere.

 

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