Il primo criterio per scegliere le arance è ovviamente il gusto personale, ma ciascuna varietà di questo frutto è indicata per usi diversi in cucina. Saper distinguere i tipi di arance aiuta a scegliere meglio e preparare piatti più gustosi. Le differenze dipendono appunto dalla varietà, dalla stagione e dalla polpa, e incidono molto sul risultato finale, sia che si voglia mangiarle a spicchi sia che si voglia spremerle.
Le arance bionde sono le più comuni. Tra queste ci sono le Navel, riconoscibili dal piccolo “ombelico” alla base, molto dolci e facili da sbucciare, ideali da mangiare al naturale. Le Valencia, invece, hanno una polpa più succosa e leggermente più acidula, perfetta per le spremute e disponibile anche più avanti nella stagione.
Le arance rosse si distinguono per il colore della polpa, che va dal rosso chiaro al violaceo. Le più note sono Tarocco, Moro e Sanguinello. Le Tarocco sono equilibrate, succose e versatili, ottime sia da mangiare sia da spremere. Le Moro hanno un gusto più intenso e deciso, mentre le Sanguinello sono dolci e delicate. Sono arance che danno il meglio nei mesi più freddi.
Ci sono poi le arance a polpa chiara ma dal gusto più aromatico, come le Washington o alcune varietà tardive. Sono meno acide, spesso più profumate, adatte anche a usi diversi: insalate, piatti salati, scorza grattugiata per dolci o piatti di pesce.
L’uso fa la differenza: per mangiarle a spicchi è meglio scegliere varietà dolci e con poca fibra, per le spremute servono arance molto succose, mentre per cucinare funzionano bene quelle dal gusto più deciso. Conoscere queste differenze permette di portare a casa l’arancia giusta.