Vosbì Abur - La zuppa armena del monte Ararat

Cucina in famiglia

Vosbì Abur - La zuppa armena del monte Ararat

Un antico detto armeno ricorda che “ham des ham des ghazànè ges" ossia ''assaggia che ti assaggia, la pentola è già mezza vuota"

COSA ORDINARE DURANTE UN VIAGGIO IN ARMENIA?
I khorovatz, immancabili spiedini di agnello o carni miste; il pesce è soprattutto d’acqua dolce, come le superbe trote del Lago di Sevan. Il riso, pilav, viene cucinato in molti modi, protagonista di zuppe e involtini, come i dolmà, preparati con foglie di vite o verza. I ceci si trasformano in hummus e le melanzane nel babaganush, due salse irrinunciabili. Da non dimenticare inoltre il succo di melograno, frutto simbolo del popolo armeno. Il pane tradizionale armeno è il lavash, una sfoglia sottilissima e morbida, cotta nel tonir, un forno circolare scavato nel pavimento delle abitazioni rurali. Un altro alimento di antica tradizione è il bulgur, chicchi di grano spezzato per antipasti freddi e in zuppe a base di verdure. Un dolce da non perdere è la Baklavà, trenta sottilissime sfoglie di pasta phillo, ricche di burro e di frutta secca con sciroppo al profumo di acqua di rose.
 
LA CONTAMINAZIONE DELLA DIASPORA
Avvicinarsi alla cucina armena significa percorrere un viaggio nella cultura gastronomica di un popolo antichissimo e, considerandone la posizione geografica, è facile comprendere come l’offerta culinaria sia stata influenzata sia dall’oriente che dall’occidente. Partendo dalle dominazioni persiana e bizantina fino alla terribile diaspora del 1915, la cucina armena è l’espressione di un’identità culturale ricchissima. È decisamente colorata e caratterizzata da piatti dalle lunghe preparazioni e, pur ispirata dalle esigenze di un popolo che originariamente viveva in montagna, è estremamente variegata, magra, leggera e deliziosamente speziata. Non è eccessivamente piccante, ma conserva un’importante presenza di aglio, cipolla, menta, aneto, coriandolo, cumino (da non confondersi con il carvi o il kummel) e summaco che, insieme al limone, dona ai piatti una delicata asprezza. Le molte comunità nel mondo, come il popolo armeno, hanno conservato i nomi originari dei piatti, espressi anche in arabo e in turco, adottando al contempo i nomi stessi degli ingredienti reperiti nel nuovo paese d’accoglienza. La cucina armena è quindi estremamente varia, non sottoposta a nessuna restrizione religiosa, ricca di carne di manzo, di maiale, di capra e pecora, coloratissimi ortaggi che rallegrano i mercati all’aperto, frutta, tanti legumi, grano e riso in gran quantità e yogurt, ingrediente irrinunciabile nella preparazione di zuppe, salse e anche per la Than, fresca e dissetante bevanda estiva.

 

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