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Arrivano le pagelle: come gestire i primi successi

Vita in famiglia

Arrivano le pagelle: come gestire i primi successi

È giusto o no fare un regalo come premio ai figli per la promozione? Sì, se dimostra che sappiamo davvero cosa vogliono. 
Di Silvia Donini, psicologa psicoterapeuta esperta in dinamiche familiari 

 

 

Pagelle in vista...aiuto! Il traguardo di fine scuola è ormai raggiunto e possiamo lasciarci alle spalle un anno di fatiche (per grandi e piccini).
Ma con quali risultati? Rispetto a un tempo, non c’è più l’effetto sorpresa, soprattutto pensando ai nuovi mezzi telematici usati nelle scuole per comunicare in tempo reale i risultati dei figli.
L’andamento di un anno scolastico dovrebbe quindi esser chiaro ai genitori di ogni studente, che meglio di chiunque altro conoscono il proprio figlio e sanno quali sono i suoi cavalli di battaglia e quali invece i suoi punti deboli. Se quindi ci fossero dei problemi, già durante l’anno andrebbero affrontati, a qualunque età.
Una volta arrivata la pagella, occorre leggerla con fare propositivo: laddove i risultati siano buoni, largo alla gratificazione; e se ci fossero cadute, guardiamo avanti e lavoriamoci insieme.
Per i nostri figli è molto importante sapere di poter contare sulla presenza dei genitori. Attenzione, però: questo non significa controllo costante, sorveglianza stretta e volontà di intereferire. Occorre invece riconoscere i loro successi e risollevarli dopo gli inevitabili insuccessi, spiegando che questa, dopotutto, è la vita.
La scuola è un luogo di vita, in cui i nostri figli trascorrono molto tempo, probabilmente più di quello che riusciamo a ritagliarci in famiglia tutti insieme. E se con le maestre dell’asilo è possibile creare un rapporto di fiducia e scambio quotidiano, già alle elementari i bambini sperimentano molti più momenti di autonomia. Poco arriva a casa, perché i bambini non sempre hanno voglia di raccontarci, di parlare, e si viene convocati solo in casi di necessità. Eppure i figli sono nostri, non possiamo delegare ad altri il loro totale accudimento.
E allora perché non gratificarli quando ce la fanno? Ai miei tempi esistevano le figurine vendute in edicola, i trasferelli o i tatuaggi ad acqua...e mi pare che qualcosa stia tornando anche oggi! E ogni mio sforzo era ripagato, seppur in modo semplice, perché quello era il mio lavoro, nel quale mi dovevo impegnare... ma che soddisfazione vederlo riconosciuto!
Allo stesso modo, alla fine dell’anno, a una buona pagella corrispondeva un bel regalo, non costoso, ma che desideravo da tempo. Questo era importante per me: ricevere qualcosa che mi dimostrasse che mamma, papà o i nonni mi conoscevano bene. 

 

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