Il mito di ostriche e champagne

Scuola di enologia

Il mito di ostriche e champagne

Troppe volte nei film si vedono uomini affascinanti che offrono alle loro compagne ostriche e champagne: un elogio alla ricchezza, al lusso, all’ afrodisiaco per eccellenza.
Bene, sfatiamo un mito! Ostriche e champagne non è un abbinamento ideale.
 
Partiamo parlando delle ostriche: una varietà di molluschi presente in tutto il mondo e, proprio perché ne esistono tante varietà, non classificabili con un sapore univoco, ma molto diverse nel gusto. 
Le migliori sono quelle di allevamento, coltivate sottocosta in acque calme e meno salate. In questa maniera perdono un po’ della potente salinità che le contraddistingue e le carni diventano più dolci. 
Tra le varietà europee, le francesi sono quelle che vanno per la maggiore e, tra queste, le più famose sono le Claire concave e le Belon piatte. Detto questo, possiamo aggiungere che, a causa dei diversi metodi di affinatura (cioè di allevamento), potranno essere più o meno salate, con profumi e gusti che andranno dal salato al dolce, dal terroso al minerale. 
Perciò, lo zinco delle ostriche e la loro persistente sapidità, abbinati all’acidità ed effervescenza dello Champagne, facilmente produrranno fastidiosi sentori metallici (una sensazione quasi ferrosa in bocca), che renderanno difficile gustare al meglio questi due inimitabili protagonisti di incontri importanti.
È anche vero che in passato gli Champagne erano più dolci e meno acidi e di conseguenza più adatti all’abbinamento in oggetto.
Che fare allora? Come scegliere un abbinamento che conquista se abbiamo deciso di portare in tavola le ostriche?
Una prima idea potrebbe essere quella di un “semplicemente complesso” Chardonnay, possibilmente uno Chablis: restiamo proprio in Francia, nel cui sottosuolo si trovano proprio resti fossili di …ostriche! 
Veniamo in Italia e proviamo con un buon Moscato d’Asti servito fresco, la sua dolcezza contrasterà con la salinità dell’ostrica creando un abbinamento sorprendente; un Friulano (ex Tocai) equilibrato e morbido che pulisce bene la sensazione pastosa che le ostriche lasciano, o addirittura un fantastico Zibibbo secco di grande persistenza. 
Vogliamo un abbinamento azzardato? La sfida è quella di provare con un bel Novello (vino che viene venduto a partire dal 31 ottobre), magari piemontese o trentino.
Per finire, due suggerimenti extra vino: una bella birra Stout irlandese o anche una Oyster Stout americana, e infine un ottimo whisky scozzese, magari dell’isola di Skye, famosa anche per le sue ostriche.
Insomma: usciamo dagli schemi, proviamo nuove strade, conquistiamo con fantasia. Cin Cin!
 

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