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La noia? non va scacciata

La noia? non va scacciata 5 febbraio 2015

Non sempre il dolce far niente è un nemico per i nostri figli. Spesso è l’anticamera della creatività. Evitiamo di riempire la loro giornata di attività pre-organizzate

 Attività sempre più numerose, sempre più coinvolgenti, sempre più tecnologiche aiutano i nostri figli a combattere il rischio della noia. Se guardiamo ai bambini che ci circondano, scopriamo che non hanno il tempo di annoiarsi, perché sono circondati da giochi all’ultima moda e il loro tempo libero è ben riempito, compresso in una continua alternanza di proposte. Sembra quasi che li si debba sempre intrattenere, sollecitarli di continuo, perché non arrivi mai il momento di non sapere cosa fare.

Ma che cosa succede se un bambino si annoia? Quali aspetti della personalità dei genitori si vanno a sollecitare? Ad avere più paura della quotidianità della vita familiare, paradossalmente, sono proprio i genitori, che se non hanno attività da proporre temono di essere inadeguati, o meno capaci di altri. Invece a mamma e papà il figlio chiede una sola cosa: di esserci. Chiede di essere presente accanto a lui, di aiutarlo a sviluppare la sua fantasia e la sua immaginazione. Non significa questo, badate bene, essere sempre a sua disposizione, stargli accanto in ogni momento libero, offrirgli e proporgli mille opportunità diverse, perché altrimenti torniamo al punto di partenza. Significa piuttosto aiutarlo a fare spazio, a decomprimere le sue energie per rilassarsi, riappropriarsi del suo tempo libero e riorganizzarlo con idee nuove.

I momenti di noia aiutano i bambini a guardare tutto con occhi diversi, a ripartire dai giochi di sempre per inventarne altri. Cosa cambierebbe allora se i genitori provassero a esserci con i propri figli, esserci con la loro presenza affettuosa, la loro semplicità fatta di risate, di condivisione, di vita vissuta insieme nella quotidianità dei piccoli gesti? Questo può significare, per esempio, coinvolgere i bambini nelle attività di mamma e papà, che si tratti di semplici ricette di cucina, di lavori domestici o di passatempi e bricolage. Ma significherebbe anche riscoprire insieme giochi, canti e tradizioni del passato, tramandate di generazione in generazione. Perché non provarci?

 

Silvia Donini, psicologa e psicoterapeuta esperta in dinamiche familiari

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