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Quando gli animali

Quando gli animali "curano" i bambini 20 ottobre 2017

La pet therapy, introdotta negli anni Sessanta, prevede l’impiego di animali per migliorare la qualità della vita dei pazienti attraverso attività relazionali.

Il termine pet therapy, coniato negli anni Sessanta da Boris Levinson, prevede l’impiego di animali formati per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Le terapie con l’ausilio di animali non equivalgono a farmaci e non devono essere considerate una medicina alternativa. I benefici di queste attività relazionali sono tuttavia evidenti.

Conoscere gli animali e interagire con loro aiuta il bambino ad apprendere l’importanza della diversità e il valore della relazione. Diversi studi hanno dimostrato che la vicinanza con un animale aiuta i bambini a sviluppare l’empatia e l’autostima, a ridurre lo stress, facilita l’acquisizione del linguaggio e migliora le competenze verbali. Sono in aumento in Italia le attività di pet therapy, ovvero quellenattività per il recupero e il mantenimento della salute umana attraverso un rapporto tra uomo e animale. Gli animali sono impiegati a livello terapeutico con varie tipologie di pazienti, non solo bambini, ma anche portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi, depressi e anziani.
Scopriamo come il contatto con gli animali può giovare ai bambini.

All'asilo con il cane
In un asilo bolognese nel 2016 è stato avviato un innovato progetto di pet-education.
Il progetto prevede l’impiego di un esemplare di golden retriver, chiamato Boris, per insegnare a piccoli gruppi di bambini tra i due e i tre anni a relazionarsi con un animale.

I benefici della pet therapy a scuola
L’utilizzo di animali, in particolare di cani, nelle scuole è ormai diffuso in numerosi stati. La presenza di un cane in classe può apportare numerosi benefici ai bambini, possono infatti imparare ad approfondire il linguaggio del corpo, a rispettare gli altri esseri viventi e a seguire piccole regole di convivenza.

Non solo cani, gli animali da pet therapy
L’animale più utilizzato per le terapie assistite dagli animali è il cane, in particolare determinate razze caratterizzate da una spiccata socievolezza, come i golden retriver, i cocker, i labrador e i terranova. Vengono tuttavia utilizzate diverse specie animali, a seconda degli obiettivi da raggiungere. Tra queste ci sono gatti, conigli, criceti, cavalli, mucche, capre, pecore, uccelli e perfino pesci. I roditori, come conigli e criceti, vengono solitamente usati per assistere i pazienti più piccoli, proprio in virtù delle loro ridotte dimensioni e della scarsa aggressività.

I casi di maggior successo
L’uso degli animali per terapie rivolte a bambini e ragazzi autistici ha evidenziato grandi benefici, sia dal punto di vista psico-emozionale che fisico. L’animale, adeguatamente preparato, diventa una sorta di "mediatore emozionale" e riesce a sollecitare nel paziente lo sviluppo di aree come quella affettivoemozionale, quella ludica e quella psicomotoria. Un recente studio ha confermato che il contatto con un animale facilita la conversazione.

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